JAZZ LINE
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-i Gruppi e i Musicisti-

"Superstar Jazz Quartet"
Un quartetto veramente speciale inaugurerà la rassegna Jazz Line, creato "ad hoc" dal grande pianista milanese Luigi Bonafede. Quest'ultimo sarà affiancato dal miglior nuovo talento italiano del sassofono, Emanuele Cisi, e da una sezione ritmica avvincente: Rosario Bonaccorso al contrabbasso e Manu Roche alla batteria, artista francese per anni al fianco di Michel Petrucciani. La serata verterà su di un repertorio quasi tutto originale: il filo conduttore sarà la matrice HardBop, anche se le spigolose sonorità prettamente "nere" verranno mitigate dall'influenza europea e dallo stile personalissimo di questi grandi artisti.

"Arrigo Cappelletti Quintet"
Anche se l'interesse per la ricerca armonica e timbrica si è coniugato in Cappelletti con la passione per il Tango, i gruppi di questo pianista si caratterizzano per la propensione alla sperimentazione. Il repertorio si divide tra brani di Bill Evans, Carla Bley, Richard Beirach, Dollar Brand e brani originali, tendenti ad una fusione di atmosfere rarefatte e introverse alla Paul Bley con l'energia della musica latina. Oltre ai fedelissimi Pintori e Terzano, questa volta ci sono Bebo Ferra e Sandro Cerino. Il primo è un musicista anch'esso impegnato sul versante della ricerca godibile e raffinata, che sa esprimersi con uno stile chitarristico assolutamente originale; il secondo è uno straordinario polistrumentista napoletano in grado di passare con disinvoltura dal Be-Bop a vere e proprie performances di sapore dadaista.

"The Be-Bop Night"
La terza serata sarà dedicata a rievocare le atmosfere, spesso infuocate ma a volte dolci e raffinate, che si creavano nei jazz-club newjorkesi degli anni '40-'50: le stesse che tracciarono la linea di demarcazione tra la "vecchia" e la "nuova" generazione di jazzisti. Non è certo nelle intenzioni di Tamburini, Atti e Vignali paragonarsi ai loro grandi maestri; siamo però sicuri che pochi meglio di loro saprebbero esprimersi in quel linguaggio chiamato Be-Bop, la cui grammatica è stata dettata da Charly Parker, Dizzy Gillespie, Bud Powell e tanti altri. I tre solisti che guideranno la serata, saranno accompagnati dal trio del pianista parmigiano Andrea Dondi: questa formazione, grazie all'esperienza dei suoi componenti, si destreggia con maestria in questo genere musicale e ne rappresenta quindi una sezione ritmica ideale.

"Bob Mover Quartet"
Jazz al 200%: questo era il titolo della recensione di Jazz Hot Magazine, uno dei principali giornali specializzati negli Stati Uniti, su di una performance di Bob Mover. Secondo alcuni critici, questo altosassofonista rientra ormai nella categoria dei "mitici" del jazz, quella che comprende Charly Parker, John Coltrane, Sonny Rollins e pochi altri. Sta di fatto che comunque questo musicista ha avuto modo di collaborare con i più grandi jazzisti della storia, e si sente. Charles Mingus lo volle al suo fianco in varie situazioni, Lee Konitz e Chet Baker lo coinvolsero in numerose sedute di registrazione: il risultato e oggi riscontrabile nei suoi dischi da leader in cui spiccano i nomi di Kenny Barron, John Abercrombie, Victor Lewis, ed innumerevoli altri. Per questa ultima serata di Jazzline, Mover sarà affiancato da tre musicisti con cui ha già avuto modo di collaborare in Italia e all'estero: Andrea Papini, allievo prediletto di Barry Harrys, pianista che ama percorrere e sondare i meandri dell'armonia. Lucio Terzano che ha contribuito a scrivere i principali capitoli del jazz italiano; Tony Arco, autentica rivelazione, batterista dallo swing assolutamente eccezionale.

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